Il bambino che non vedeva i colori

C’era una volta un bambino che non vedeva i colori.
Tutto intorno a lui era in bianco e nero. Quando gli altri bambini descrivevano le cose, per lui era difficile capirne la bellezza perché non sapeva cosa voleva dire vedere il blu del mare, il verde dei prati, il giallo oro del grano.

Gli altri lo deridevano e lui si sentiva diverso, solo e sfortunato.
Vedeva la luce negli occhi dei suoi compagni quando guardavano le cose e sapeva che lui non avrebbe mai provato quella sensazione.

Per difendersi da questo dolore, si isolava.

Un giorno, mentre la maestra leggeva, lui, fuori dall’aula, di nascosto origliò dalla finestra semiaperta. La storia raccontava dell’Arcobaleno e descriveva la bellezza dei suoi colori.

Il bambino non capiva e pianse.
In quel mentre, come d’incanto, il cielo si contornò di un bellissimo arcobaleno tutto tondo. Il bambino, guardandolo, pianse ancora di più e l’arcobaleno, dispiaciuto per quelle lacrime, decise di fare qualcosa: con una lunga scia, si staccò dal cielo e si diresse verso il bambino, fermandosi ai suoi piedi.
Il bimbo vi salì.

D’improvviso, quando il piede si posò sul rosso, lo invase una vampata di calore. Attraversando l’arancione, si sentì avvolgere da un abbraccio. Andando avanti, i suoi piedi assaporarono la luminosa sensazione del giallo che, radioso, lo avvolse.
Immerso nel verde, sentì un fresco profumo d’erba. Nel blu, nuotò finché ebbe fiato e arrivato al viola, aprì le sue ali e volò via. Volò in alto verso l’indaco, dove assaporò la libertà.

Le sue lacrime scesero dal cielo trasformandosi in pioggerellina sottile.
L’arcobaleno fu così commosso che decise di regalare al bambino i sette colori.
Glieli mise in tasca di nascosto e se ne andò via.
Il bambino si trovò nuovamente al punto in cui l’arcobaleno lo aveva raccolto.
Aprì gli occhi e, come per incanto, dalle sue tasche, i colori si materializzarono nelle cose che vedeva.

Era tutto nuovo, aveva un senso, una bellezza mai vista.
Scoprì, con sua immensa meraviglia, l’incanto dei colori e il suo cuore traboccò di gioia.

Da allora, quel bambino non si isolò più e si fece un sacco di amici.

Non dimenticò mai quanto bello fosse vedere a colori.

Nulla fu più banale.

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