La scarpina innamorata

Due scarpine arancioni erano esposte nella vetrina del più grande magazzino di un piccolo paese di periferia.
Le avevano scelte, tra tante, per il loro colore e per il design anni 70 che andavano di moda.

Le scarpine ne erano fiere e sfoggiavano tutta la loro bellezza.

Il sole picchiava direttamente sulla vetrina e, col passare dei giorni, senza che nessuno se ne accorgesse, una delle due scolorì.
Fu a quel punto che il Direttore del negozio cambiò la vetrina dimenticandosi di loro.

La scarpina intatta, che era quasi nuova, non si rassegnava. Dopo averci pensato a lungo, prese la sua decisione: “Voglio andare via”, disse alla sua, compagna. “Qui finiremo per essere buttate via nella spazzatura,tutte e due”.

La scarpina scolorita, che l’amava davvero, non se la sentì di trattenerla e le disse:
“Tu vai pure, non preoccuparti per me. Me la caverò. Sei ancora nuova, puoi trovare la tua strada.”

La scarpina partì e si diresse in città. Girovagò in cerca di un lavoro e, alla fine, lo trovò in un museo. Fu esposta in una bellissima teca di cristallo, ben illuminata e pulita con cura periodicamente.
Poteva considerarsi fortunata, ma le mancava la sua compagna, la scarpina scolorita.

La sognava spesso, ricordava i bei momenti vissuti insieme sotto i riflettori della vetrina e si sentiva sola.

Un giorno, ascoltò le donne delle pulizie che parlavano di un prodotto per colorare, da usare in lavatrice: “Ho colorato una giacca di mio figlio che avevo rovinato. E’ venuta benissimo, come nuova!” disse una delle due.
L’indomani, la scarpina fuggì dal museo, si fermò al supermercato, comprò il prodotto per colorare in lavatrice e poi si diresse al suo paese.

Ritrovò l’altra scarpina scolorita nello stesso magazzino, impolverata, sporca e triste.
Quando la vide, si abbracciarono forte.
“Quanto mi sei mancata!”, le disse. “Ho portato un prodotto per farti tornare del mio stesso colore. Guarda!” e le porse la scatola del colore per lavatrice.
“Non ci separeremo mai più, te lo prometto.”

Stettero abbracciate per un po’. Poi, di corsa tenendosi per mano, si diressero verso la lavanderia automatica del grande magazzino, dove c’erano le lavatrici da usare con il prodotto per colorare.
Si tuffarono dentro l’oblò e vi nuotarono felici.
Sarebbero ritornate tutte e due dello stesso colore.

Da quel momento stettero sempre insieme perché solo così potevano essere felici.

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