Speranza e Primavera

C’era una volta Speranza…, era una bimba meravigliosa, bionda e ricciolina con grandi occhi di cielo. Amava la vita, il sole, l’aria fresca che sa aprire il respiro.

Un mattino di pioggia, Speranza non si svegliò.
Cercarono di destarla dal sonno ma senza riuscirci.
La luce di quella giornata grigia, entró nella stanza e lei rimase immobile senza dare segni di risveglio.

Fu allora che la sua mamma, disperata, chiamó il dottore e la fece visitare ma senza risultati: Speranza non si sveglió.

La città cadde nello sconforto, il sole non volle farsi più vedere, i bambini non avevano più voglia di giocare…
Madre Natura, che é la mamma di tutte le mamme, decise di aiutare quella cittadina caduta in depressione e di escogitare un modo per risvegliare Speranza.
Fu cosí che il 21 Marzo di quell’anno, Madre Natura fissò un appuntamento con Primavera, che era stata grande amica di Speranza.

La fece arrivare nella cittadina dove abitava Speranza, per incontrarla.
Primavera arrivó e portò con sé la luce del sole, il suo dolce tepore, il profumo dei fiori, il vento fresco, i colori pastello, il senso del risveglio.

Con un’ondata di così tanta nuova energia e bellezza, Speranza tornó in sé e si sveglió come per miracolo.

Da allora, Primavera e Speranza sono inseparabili e ogni 21 Marzo, Primavera ritorna in quel paesino a incontrare la sua amica e le porta un’ondata di energia.


Speranza & Primavera, sempre insieme

Lavoretti: fare una girandola

I bambini amano il vento.
Il vento scompiglia i capelli, li accarezza quando sono in altalena, porta in alto gli aquiloni, muove le girandole.

La girandola è una piccola magia e ogni bambino, con facilità, può costruirne una.

Guardiamo come costruirne una girandola…

***

  • Cosa serve per costruire una “Girandola”?

Per realizzare una girandola, servono
Cartoncino bianco
– Un paio di forbici
– Una matita
– Un puntina da disegno
– Matite colorate o pennarelli colorati
– Una matita di legno

  • Come si costruisce la girandola?

Per realizzare la girandola, si ritaglia un foglio di carta leggero quadrato.
Si disegnano le due diagonali e un cerchio al centro. Si taglia il quadrato seguendo le diagonali avendo cura di non tagliare il centro. Ora, se si vuole, si procede colorando ogni settore con i colori dell’arcobaleno.
Non è importante seguire una sequenza prestabilita.

A questo punto, si  piega ogni lembo e si fissa ogni angolo sulla matita, usando una puntina da disegno sul centro del quadrato.

Fatevi aiutare da una persona adulta per questa operazione.

La girandola é pronta. Di seguito le immagini di alcune sequenze per spiegarvi le fasi.

Buon lavoro!

Girandola 1a fase

Girandola 2a fase

Girandola 3a fase

Girandola 4a fase

Girandola 5a fase

Ricetta facile: Charlotte di fragole

Ecco un’altra ricetta facile da fare, facendosi ‘aiutare da un adulto.
Non richiede cottura e ha un risultato meraviglioso.

Ingredienti:

  • 300 gr mascarpone 100 gr fragole o altra frutta
  • 4 cucchiai di zucchero
  • Latte
  • Savoiardi.

Come si prepara la Charlotte di fragole?

  • Mescola il mascarpone con lo zucchero e aggiungi le fragole.
  • Versa il latte su un piatto fondo e imbevici i savoiardi velocemente.
  • Rivesti uno stampo alto con i biscotti imbevuti.
  • Versa all’interno dello stampo la crema e poni un’altro strato di biscotti.
    Procedi con dell’altra crema e ancora con uno strato di biscotti fino ad arrivare a riempire lo stampo.
  • Poni la charlotte in frigo per almeno quattro, cinque ore.
  • Toglila dallo stampo e a piacere decorala con del mascarpone.

Buon appetito!

Charlotte di fragole

Favole su ordinazione: “Il lungo viaggio della campana stonata”

Ecco la prima favola su ordinazione:
Francesco ha tre anni, è nato in Italia e ora vive nella soleggiata Dubai.
Mamma Carlotta e papà Christian, hanno pensato di fargli un regalo e ci hanno ordinato questa favola.

***

Il lungo viaggio della campana stonata

In un paesino piccolino, c’era una Chiesa con un grande campanile che ospitava quattro campane in bronzo.
E’ il paesino dove abitava Francesco, un bellissimo bambino di tre anni che, fino a poco tempo fa, viveva vicino alla chiesa e amava moltissimo quelle campane che suonavano libere in ogni momento.

Non c’era, infatti, un tempo preciso nel quale dovevano eseguire i loro rintocchi; le quattro campane potevano decidere liberamente quando sbizzarrirsi e danzare a festa.
Il loro suono giungeva inaspettato sia di giorno, sia di notte e Francesco ne era felice. Né a lui, né alla sua mamma Carlotta disturbava quel rintocco e anzi, Francesco chiamava le sue amiche, quando si sentiva triste e desiderava avere compagnia.

Mamma Carlotta e papà Christian, danzavano con lui tutte le volte che le campane suonavano e sembravano davvero buffi in mezzo agli altri, perché inaspettatamente, li vedevi saltellare e fare un girotondo finché il suono non smetteva.

Quando papà Francesco tornò dal lavoro quel fatidico giorno di Febbraio e disse a mamma Carlotta che si sarebbero trasferiti,  furono felici ma  pensarono anche a  quanta nostalgia avrebbero provato senza le loro amate campane.

Fu così che un fabbro, amico di Francesco, decise di costruire una campana da regalargli perché la portasse con sé, nel nuovo paese.
Si mise al lavoro e con tutto il suo impegno, creò la più bella campana che aveva mai fatto.
Era davvero particolare, piccola, ma meravigliosamente arricchita di preziosi decori in rilievo: Aveva un bordo sottile e uno strato d’oro come rifinizione.

Quando il fabbro la forgiò, non pensò al suono che la campana avrebbe dovuto produrre focalizzandosi sull’aspetto esteriore e sulla sua bellezza.
Fu così che la campana nacque splendida ma incapace di cantare e addirittura stonata.

Quando, infatti, il batacchio colpì per la prima volta il sottile strato di bronzo, l’oro che la ricopriva attutì le vibrazioni sonore e la campana emise un  suono stridulo che non assomigliava per niente a quello di una campana seria.

La campana fu regalata lo stesso alla festa d’addio alla Famiglia Di Nardo, che la ripose in un angolino della casa, come soprammobile.

Alla fine di Marzo, Francesco partì con i suoi genitori alla volta di Dubai, un paese lontano dove c’è caldo tutto l’anno e si può fare il bagno anche d’inverno.

Francesco a cui interessava essere insieme a mamma e papà, dimenticò per un po’ le campane perché era troppo preso dal mare, dalla spiaggia, dalle altalene e dai gonfiabili.

Dopo qualche mese, però, la nostalgia delle sue campane si fece sentire.
Francesco non sapeva che senza che se n’accorgesse, la piccola campana si era infilata nella sua valigia ed era arrivata nel nuovo paese e da allora aveva preso lezioni di canto all’insaputa della famiglia Di Nardo.
Lei era nata per far felice quella famiglia e non poteva abbandonarli.

La piccola campana aveva fatto una promessa a se stessa e ogni giorno da quel lontano Febbraio, si esercitò con vocalizzi difficilissimi per riuscire nell’impresa per la quale era nata: emettere un bel suono.

Quando la piccola campana vide Francesco piangere, si sentì talmente triste che decise di uscire allo scoperto e organizzò un incontro con la mamma e il papà di Francesco.
Si incontrarono ai giardini e mentre mamma Carlotta e papà Christian stavano seduti su una panchina, la piccola campana si fece coraggio e iniziò a cantare.

Il suono era molto particolare ma bello, nuovo per una campana. Assomigliava ad una voce umana. Carlotta e Christian si guardarono stupiti ed entrambi, nello stesso momento, ebbero la stessa idea: portarono la campana sul campanile vicino alla loro casa e le chiesero di suonare per Francesco.

Da allora, cinque volte al giorno, alla stessa ora, la piccola campana, ricoperta dalla lamina d’oro suona per Francesco.

Ha cambiato nome in quel paese.
Lei ora si chiama Imam.



Ogni giorno, per cinque volte, la piccola Imam, gli porta la voce e un po’ di felicità.

Se andrete a Dubai, dall’alto del campanile, la sentirete cantare.

Nessuno è solo, quando ha un’amica campana e Francesco ne ha una speciale.


Ecco il link per scaricare la favola in PDF:
il lungo viaggio della campana stonata

Lavoretti: Decorare le uova per Pasqua

È tempo di Pasqua, tempo di lavoretti.
Cosa c’é di meglio di uova decorate con le tue mani?

Cosa serve per preparare le uova decorate?

  • Un uovo. Forbice per forare l’uovo.
  • Pennarelli colorati.
  • Cotone per capelli o baffi. …

Come si procede per preparare le uova decorate?

  • La cosa importante é che per svuotare l’uovo é meglio chiedere aiuto di un adulto.
    Per svuotare l’uovo intero, basterà praticare un forellino in una estremità e un’altro più grande nell’altra.
    A questo punto soffia dalla parte più piccola avendo cura di farlo sopra un contenitore e scoprirai il contenuto dell’uovo uscirá dall’altra parte.

    Come forare l'uovo per decorarlo

  • Pulisci ora l’uovo passandolo sotto l’acqua corrente.
  • Ora decora l’uovo a tuo piacimento: disegna occhi, naso, bocca, usa il cotone per baffi o capelli. Puoi anche fare un fiore, un animale, fai un cappello… Insomma, sbizzarrisciti!

Ecco pronto il tuo uovo decorato, da regalare!

Suggerimento per la decorazione delle uova

I cubi puzzle da comporre

Alcuni giochi non hanno età e conservano la loro magia nel tempo.

Uno di questi giochi é il cubo puzzle da comporre.
Si tratta di una serie di cubi sui quali, in corrispondenza di ognuno dei sei lati, è  riportata una parte di un disegno che si forma unendoli insieme.

Il gioco consiste nel ricomporre uno alla volta i sei disegni. D’aiuto abbiamo una riproduzione del disegno completo.
Provate a giocare al cubo puzzle:  é un gioco rilassante e ci si diverte di piú se lo si fa in compagnia!

Gioco cubi puzzle

Gioco cubi puzzle

Ancora…

C’era una volta ….

Si mise a cantare…

Mangiò…

Dormì…

E vissero felici e contenti.

Il bambino ascolta la fiaba con attenzione e chiede.

“ANCORA”…

L’adulto comincia a raccontare di nuovo la storia e poi ancora e un’altra volta…

La ripetizione è un rituale che accompagna la crescita e consente a piccoli di imparare, è una cosa risaputa.

E’ comunque un processo spesso faticoso per gli adulti, a volte irritante anche se meravigliosamente rassicurante per il bambino.
Il piccolo amico, ama sentire di nuovo la storia che gli piace e la conosce a memoria nei minimi dettagli, tanto da correggere l’adulto nel momento in cui decidesse di arricchirla con nuove parti, tanto per variarla un po’!

E’ noioso per noi grandi, ma facciamo in modo di trovare un tempo per loro che sia loro davvero: siamo pronti a questo rituale e non innervosiamoci quando il piccolo chiede nuovamente di raccontargli la fiaba che ama.

Investiamo il nostro tempo facendo in modo che quel tempo diventi suo davvero e possa gestirlo come vuole.

Di nuovo, ancora, daccapo, un’altra volta con una meraviglia nuova.