F I N E

Un giorno la Leonessa disse al suo Leoncino: “Il tempo non si ferma, ovunque tu sia il tempo corre e la vita ti passa davanti. Non potrai fermarla anche se correrai veloce. L’unica cosa che potrai fare é sperimentarla vivendo questa vita, con la consapevolezza che ciò che é andato non ritornerà più. Sii felice quando hai vissuto un momento pienamente perché questo é l’unico modo per fermare il tempo e farlo tuo!”. …le cose finiscono, ma se le hai assaporate, le porterai dentro di te per sempre.

30 agosto e il Blu ritornato

C’era una volta il cielo di Malindi che non brillava più.

Era diventato in bianco e nero perché ormai laggiù i bambini nascevano già grandi e non sapevano più cosa significava giocare, cantare, ridere ed essere piccoli.

Il cielo di Malindi era triste, cosÍ triste che il sole non voleva più andarlo a visitare. E così Malindi non era più la stessa.

Tutti rimpiangevano il cielo di vento, nuvole e sole che ti scaldava, ricordavano gli orizzonti blu dove cielo e mare si incontravano e si specchiavano e che ora non c’erano più.

Ora anche il mare era grigio… Ilaria, in Italia, aveva sentito questa storia dalla zia e ne era stata colpita molto. Era il 30 Agosto e il giorno del suo compleanno.

Ilaria era felice e si godeva l’ultimo caldo dell’estate nel giardino fuori, dove aveva organizzato la sua festa.

Quando mamma Cinzia e papà Roberto le portarono la torta, Marta, sua sorella, le suonò tanti auguri con l’arpa e mentre Ilaria esprimeva il desiderio prima di tagliare la torta, pensò al cielo di Malindi. Tagliando la prima fetta di torta, chiese al vento di cambiare direzione e riportare il sole a Malindi e riportare un po’ di blu laggiù.

Era il 30 Agosto e il cielo a Malindi ritornò Blu e il sole fu felice di incontrarlo ancora.

Qui a Malindi, tutti sanno che il 30 Agosto, una bambina dai capelli d’oro e la carnagione bianca, ha regalato a loro, di nuovo, il blu del cielo… Sanno solo che si chiama Ilaria e che é il suo compleanno.

Ilaria, kumbukumbu njema!

 

Mogano e Avorio

Emozionarsi nel vedere dei bambini raccolti in una stanza a cantare, giocare, sfidarsi…

Un bimbo che sembra topo gigio con i dentoni meravigliosi e un altro che ha gli occhi strani che guardano punti opposti e poi una bimba con le treccine e un altro che ti fissa estasiato.

E tutti gli altri a cui basta tu ci sia a onorare il loro impegno come fossimo ospiti importanti e poi vederli sfidarsi in gruppi e pregare e cantare con tutta la voce che hanno…

Bimbi, meraviglie di mogano e avorio. Bimbi che custodiscono sogni di una vita degna e pulita a loro modo in un luogo che é il loro.

Grandi emozioni e le mie lacrime che non esprimono pietà ma un meraviglioso attimo di felicità in cui mi sento felice davvero.

É un concerto di cuori che battono, il mio cuore con il loro che le ali le ha veramente… Non serve Ottocentolo a quei bambini per risvegliare quel battito. Sono bimbi che hanno sete di vita e ali piene di vento… (Leggi la fiaba di Ottocentolo se non la ricordi!).

Ho volato oggi, ho fatto battere le ali del mio cuore…

 

 

Il makuti

Il makuti é un cappello o una sorta di grande ombrello che dalla pioggia ti ripara e tanta frescura ti regala.

É un tetto molto speciale che qui a Malindi ben ti fa stare negli alberghi e nelle case che son belli qui al mare.

Quando io faró ritorno, una foto del makuti io ti posto e allora lo vedrai e di stucco resterai…

L’arte del divertirsi con poco

Il gioco é prima di tutto un’esperienza. Come per un viaggio, ciò che conta non é la destinazione ma il percorso, così in un gioco non é il gioco in sé ad essere importante ma come il bambino lo vive.

La sperimentazione del gioco gli permette di imparare attraverso i sensi, di vivere l’esperienza in prima persona.

Per questo motivo, il gioco in sé non conta così tanto se gli si consente di esprimere se stesso attraverso l’oggetto.

L’oggetto può essere anche un tappo di bottiglia, un sasso, la carta, una foglia…

Addirittura un amico invisibile con cui interagire.

Trasformare le cose in nuove esperienze li aiuta a sviluppare la propria creatività e se riuscissimo a stare con loro un po’, impareremmo l’arte del “divertirsi con poco”!

Negli occhi dei bambini

Ci sono vari tipi di bambini in Africa, qui a Malindi:
quelli che conservano l’innocenza negli occhi e ti prendono la mano mentre passeggi sulla spiaggia senza chiederti nulla,
quelli che hanno già imparato l’arte di chiedere la carità e che arrivano già “imparati” a domandarti i soldi. Anche se hanno mani e piedi di bimbo, i loro occhi hanno perso l’innocenza.

I bambini sono bambini, qui giocano con niente e sanno sorridere. È triste vedere come i più grandi li inizino alla vita facile di chi vive chiedendo soldi…

Non date soldi ai bambini…
Non date soldi ai grandi…

Se volete davvero aiutarli, educateli a non avere bisogno di voi…

Safari, esperienza per bambini

L’esperienza di un safari é meravigliosa per noi adulti, immaginiamo cosa possa essere per un bambino! Vedere gli animali nel loro habitat, liberi e se stessi senza condizionamenti umani, rende questa esperienza unica. In savana siamo noi gli intrusi, loro sono i padroni indiscussi del territorio e ci ospitano per mostrarci l’equilibrio che risiede in ogni cosa. Se avete bambini, prima o dopo, fategli provare questa emozione: ne vale la pena!

L’albero con le radici in su

C’era una volta un grande albero, ma grande grande a tal punto che non si vedeva la fine della sua chioma da quanto alta fosse!

Questo albero aveva una malattia rara che si chiamava iperclorofillite che lo faceva crescere a dismisura ogni giorno di più.

L’aveva piantato un bambino un mese prima nel suo giardino e ora era cresciuto così tanto che i genitori stavano pensando di tagliarlo perché ormai era pericoloso vicino a casa.

Il bambino era triste e non rideva più passando le sue giornate ai piedi di questo immenso albero che temeva sradicassero.

L’albero si sentiva responsabile dell’infelicità del bambino e non sopportava di vederlo così.

Un giorno la grande piante chiese a Dio di trovare una soluzione. La sua mole non poteva ridursi e lui era destinato a crescere man mano che i giorni passavano. Spostarlo avrebbe significato perdere l’amicizia del suo amico… Era un problema difficile ma Dio ebbe un’illuminazione:
“Cosa ne pensi, gli disse, se ti capovolgessi? Se ponessimo le tue radici in alto così da rimanere fisse e la tua chioma in basso sul terreno che potrà crescere senza creare alcun danno, conficcandosi in profondità?”.

Fu così che nacque il Baobab e il bambino tornò a sorridere perché quel Baobab rimase vicino alla casa per sempre.

Piedibus

Un Piedibus è un autobus umano che al posto delle ruote ha i piedi,

al posto del vagone ha un adulto che fa da autista,

al posto del vagone di coda ha un altro adulto che fa il controllore

e, in mezzo, tanti bambini che sono i passegeri.

 

Un Piedibus è un modo divertente e sicuro per andare e tornare da scuola quando vivi nei paraggi.
Si va a piedi in compagnia e accompagnati.

 

Chiedi a mamma e papà di informarsi nel proprio Comune o di chiedere che questo servizio venga attivato!

 

 

A questa pagina troverai consigli utili per ORGANIZZARE UN PIEDIBUS:
http://www.piedibus.it/index.php?c=5