I gatti adorano i bambini

 

Io adoro i gatti, è vero, ma i gatti adorano i bambini…

Ho trovato questo sito dove troverete una serie di immagini di #gatti e #bambini davvero meravigliose, una più bella dell’altra! Il sito è questo izismile.com

 

Tra le tante, ne ho scelta una che a mio parere racchiude l’essenza di questo legame.
Gatti e bambini, si comprendono perchè sono simili.

Andate a farvi un giro in questo sito, lo merita! izismile.com

#FOTOGATTIBAMBINI

 

Roma si può visitare anche con i bambini!

Roma si può visitare anche con i bambini!

PAROLA di    www.romaapiedi.com

 

Esiste una guida gratuita creata da questo portale, con un occhio speciale per tutte le Famiglie con bambini.
Scaricate la guida e se pensate di fare un giretto a #ROMA portatela con Voi perchè sarà utilissima per visitare questa meravigliosa cittò, dall’interno di vie e percorsi diversi.

ECCO A VOI LA GUIDA DA SCARICARE:
A Spasso con KAT a Roma  per scoprire quali sono gli itinerari adatti ai bambini di Kids Art Tourism nelle città d’arte più belle in Italia.

 

Quadri con tappi di plastica

TAPPI DI PLASTICA COLORATI: Saprete che esistono raccolte ad hoc dei tappi di plastica che vengono fatte per acquistare materiale per persone diversamente abili.
A questo link, un esempio della raccolta della Croce Verde di Vicenza RACCOLTA TAPPI

La raccolta dei tappi è quasi una consuetudine ma ci sono modi diversi per poter usarli e creare abilità nei bambini.

ECCO A VOI un bellissimo suggerimento trovato in rete.

4 occhi due stanghette

La mia gemella ha cominciato a portare gli occhiali quando aveva 3 anni.
Ricordo perfettamente quando la canzonavano e le dicevano:

“Quattro occhi due stanghette
Mangia rospi e cavallette”

Quando dunque ho appreso di come questa mamma speciale abbia dovuto convincere Noah, il suo bambino di 4 anni, ad indossare gli occhiali, ho capito perfettamente la ragione percè questo bambino NON VOLEVA INDOSSARE GLI OCCHIALI!

 
Facebook e venuto in aiuto di questa mamma americana che ha ben pensato di chiedere aiuto alla rete aprendo una pagina dove tutti potessere postare foto con persone che indossavano gli occhiali.

 

Foto: We can't believe that pictures are STILL coming in for Noah! Wow - thank you all so much! And while we are saying thank you.... We'd like to give a shoutout to Jonas Paul Eyewear for sending Noah some new frames! And also to Eric Barclay for sending Noah a copy of his adorable book "I Can See Just Fine"!  Noah can definitely feel the love!

La mamma si chiama Lindsey Fisher  ed è lei che ha aperto la pagina su Facebook “Glasses for Noah”.

Oggi la pagina vanta oltre 90.000 mi piace: UN SUCCESSO!

Il bimbo alla fine, ha capito che indossare gli occhiali è bello e che si puà vedere il mondo molto meglio!

Il racconto di POPPIZ

Racconto di Nonno Franco,
della sua vita trasformata in una bellissima favola per Nina, per voi:

La bella mammona, la mia bella mamma, a mezzogiorno cuoceva la pasta in un grande tegame appoggiato su un fornello a legna.
Questo tegame era appoggiato sul danzale della finestra al primo piano della villa, così che il fumo della legna e il vapore dell’’acqua che bolliva, potevano uscire fuori dalla cucina senza lasciare cattivi odori.

Questo era un momento davvero bello della giornata in questa villa circondata dal bosco dove abitavo.

Nel bosco, da qualche tempo,  nascosti dagli alberi frondosi, si erano fermati alcuni camion di soldati tedeschi che tentavano di ritornare alle loro case e alle loro famiglie lontane, in Germania.

Sotto agli alberi, quei soldati stavano ben nascosti  anche dagli occhi di Pippo, un piccolo aereo che volava di sera per controllare che tutti avessero spento le luci per la notte.

A guardia di ogni camion vi era sempre un soldato e, proprio  davanti alla finestra della mamma, ce n’’era uno tanto giovane, bello ed affamato che guardava sempre in su quando, con una grande forchetta, la mamma tirava fuori dall’’acqua gli spaghetti ben cotti.

La mamma sapeva che quel ragazzo/soldato desiderava tanto assaggiare i suoi spaghetti, ma il Comandante del gruppo che alloggiava al piano terra della villa, vicino all’’entrata, non voleva che i suoi uomini neppure parlassero con noi che non eravamo soldati: per questo, a guardia dell’’entrata, c’’era poi sempre anche Poppiz, il temuto cagnolo bastardo del Comandante che avrebbe dovuto spaventare un po’ tutti ma che, invece di nascosto, amava prendere le coccole anche da me!

La mamma aveva il cuore tenero e si commosse agli sguardi del ragazzo/soldato e  un giorno gli preparò, mettendola fra due piatti rovesciati, una bella porzione di spaghetti e poi, avvolgendo i piatti in un ampio tovagliolo annodato per le punte, mi disse:

“Franchino, porta questa pasta a quel ragazzo là, ma mi raccomando, non farti vedere dal Comandante che non vuole! Poi riporta indietro i piatti vuoti e il tovagliolo che mi servono. Vai!”

Non c’’era bisogno di altre spiegazioni e, preso per il nodo il tovagliolo, scesi le scale per uscire dalla villa ed andare nel bosco.

Ma Poppiz era sempre vigile ed attento e mi vide:  lui aveva sempre fame e, a sentire l’’odore degli spaghetti, afferrò coi denti il tovagliolo e si mise a tirarlo per strapparmelo dalle mani.

Anch’’io tiravo per non lasciare la preda al cagnolo e, tira lui che tiro anch’’io, facemmo un bel rumore.

Sulla porta apparve il Comandante molto serio e scuro in volto che ci guardò un attimo: io ebbi paura  che mi portasse via gli spaghetti e che mi punisse per aver disobbedito al suo ordine, ma con mio grande stupore gli sentii dire:

“Poppiz, com!” “Poppiz vieni qua”.
E Poppiz ubbidì.

Libero dalla presa del cane raggiunsi il camion del ragazzo/soldato che prese gli spaghetti e li mise in un piatto di metallo. Un piatto di metallo che non avevo mai visto prima: mi ridiede i miei piatti di coccio e il tovagliolo strappato dai denti di Poppiz.

Quando rientrai nella villa il Comandante era ancora sulla porta, non più con la faccia buia, ma con un piccolissimo sorrisetto sulle labbra e la sua mano accarezzava la testa di Poppiz.

Se sei buono e bravo, anche gli altri saranno buoni e bravi con te.

Hai capito Nina?

 

Autore            
Il racconto è stato scritto da Franco, nonno di Nina.
Nonno Franco vive a Bologna: Il racconto narra la sua vita e il luogo descritto nella favola è la Villa degli Albergati presso Bologna.
Nonno Franco riassume la sua vita in questo modo:  una vita costruita per poter giocare a Baseball in modo professionale, ma non professionistico. Per questo motivo ha lavorato in Banca senza far carriera perché ha scelto di investire il suo tempo libero, e quello della sua famiglia, nello sport e nelle amicizie vere che ha incontrato.

Nonno Franco: Proverbi in Bolognese

Nonno Franco ci ha spedito una serie di Proverbi in Bolognese con la relativa traduzione

 

  • C’as less clà cl’oss.

Traduzione:
Che asse liscia che ha quell’uscio.

 

 

  • L’oli l’é lè, Lola l’é là, L’ela li la lom?

Traduzione:
L’olio è li, Lola è là, ce l’ha lei la luce?

 

  • Tito ti ti tott ount in t’un tac.

Traduzione:
Tito ti sei tutto unto in un tacco.