Le App per genitori che lavorano lontani

 

Oggi, sempre di più, molti genitori si trovano costretti ad andare all’estero per lavoro, lontani da loro bambini e dalla famiglia.

Fortunatamente, l’Era Digitale e i nuovi mezzi, possono accorciare le distanze e, anche se non possono sostituire la vicinanza del papà o della mamma o dei nonni lontani, li fanno sentire un po’ più vicini.

In questo  articolo di Mashable scritto in inglese, vengono elencate alcune APPs utili per collegare i membri della famiglia che sono lontani.

Diamo un’occhiata:

 

Facebook e i bambini dai 9 ai 12 anni

Un dato allarmante è emerso dal rapporto Social Networking, Age and Privacy, pubblicato da EU Kids Online:

il 77% dei ragazzi dai 13 ai 16 anni utilizza social network insieme al  38% dei bambini dai 9 ai 12 anni !

I bambini delle elementari, con insistenza, richiedono ai loro genitori di avere un “profilo” su facebook, bambini che ovviamente non sono in grado di capire quali siano le insidie che si nascondono dietro questi social networks.

Chiedono un telefono, magari con internet e chiedono di iscriversi a Facebook.

Ricordiamo che Facebook fissa l’età minima di accesso a 13 anni, ma nonostante questo, c’è un’alta percentuale di bambini  dai 9 ai 12 anni, che ha un profilo visibile, che utilizza regolarmente il mezzo popolandolo di foto e che ha anche accettato amicizie di persone conosciute in rete, cioè SCONOSCIUTE.

Noi tutti siamo condizionati dalla rete e dal suo utilizzo e questo ha cambiato gli equilibri e il nostro modo di vivere, ma questo non significa che non debbano esistere delle regole precise a cui attenersi, per non far correre i nostri figli pericoli davvero insidiosi.

Seguire le regole spetta prima di tutto ai genitori, prima che ai figli.
Saper dire di NO e motivarlo, è segno di attenzione e di protezione.

Far finta che il pericolo in rete non esista, è un NON SENSE della nostra Era Moderna.

 

 

 

 

Il sorriso ha un grande potere terapeutico

Il sorriso ha un grande potere terapeutico.

Non lo dico io, non lo dice 800fiabe, lo dicono i medici che spiegano quanto il recupero della propria forza psichica, possa concorrere fino al 50% alla guarigione.

Fino al 50%!  Così, nei reparti degli ospedali che ospitano i bambini, oltre a curare il corpo, si dovrebbe curare anche l’anima facendo ritornare il sorriso nei volti dei piccoli pazienti!

Un bambino ammalato è pur sempre un bambino e giocando, divertendosi, distogliendosi dal dolore e dall’oppressione delle stanze chiuse di un’ospedale, può recuperare le forze per combattere meglio la sua malattia.

Servono un po’ di attenzione e tanto ascolto, un pizzico di magia, inventare dei giochi ad hoc per loro, un sorriso di speranza.
Tutto questo serve ai genitori e ai piccoli pazienti.