Formine in legno del nonno Tino

Le formine in legno hanno una magia e si può costruire le torri più alte del mondo!

Giocare con le formine del nonno

 

  

Heidi ha il nonno detto Vecchio dell’Alpe.

Livio ha il nonno Tino che gli prepara le formine per le costruzioni  preoccupandosi di arrotondare bene il legno e gli spigoli perchè non si faccia male.

Agostino è un falegname che ha sempre amato il suo lavoro e oggi, come un nonno buono, fa di tutto per far felice il suo nipotino.

E Livio, gioca felice a costruire la torre, con le formine in legno del nonno.

 

 

Digitalizzazione e Bambini

 

I piccoli di oggi sono tutti BAMBINI DIGITALI, che si voglia o no

Anche se non si acquistano giochi digitali o si sceglie di non avvicinarli a qualsiasi tipo di device (iPhone, telefonini, Tablet etc..), loro vivono immersi in questo mondo virtuale che ci pone ogni giorno a contatto con questo tipo di applicazione.

Basta solo vedere come imparano ad usare il telecomando o la radio, come sono attratti dai bottoni e si divertono  a capire cosa succede quando li pigiano: e lo capiscono davvero!

Per loro usare un touch risponde a movimenti istintivi.

I computer e i telefoni, sono risorse nel momento in cui vengono proposti con equilibrio visto che comunque possono creare dipendenza.

Se parliamo delle App e dei giochi ad esempio, l’idea di permetterne l’uso va ponderata e misurata bene: loro, quando cominciano, non smetterebbero mai e dunque siamo noi che dobbiamo dare una misura!

Sarebbe bello scegliere delle App che fossero istruttive, che attivassero delle potenzialità così da unire l’utile al dilettevole.

VOGLIAMO APP DI QUALITA’ CHE FACCIANO CRESCERE BENE!

Ecco dunque che mi sono messa a cercare in rete qualcosa che faccia al caso nostro e mi sono imbattuta su questa App che vi propongo perchè  è stata ** Classificata tra le migliori 20 app del Bologna Ragazzi Digital Award 2014 **

Si tratta di  Facciamo!

 

Si tratta di una interessante collezione di FORME INTERATTIVE che possono essere mischiate e combinate per imparare i numeri, comporre facce e costruire relazioni.

 

  • Ecco la pagina ufficiale dell’app.
  • E’ disponibile per il download in italiano e inglese su iTunes
  • A questo link trovate i video che spiegano Facciamo!

Disegno di Nina: Il Gufo pensatore

Ricordate la favola di qualche giorno fa che si intitolava “Il laghetto delle cornacchie”?

Nina, la nipotina di Nonno Franco, ha fatto un meraviglioso disegno per noi.

Nel disegno di Nina il Gufo Strabicotto ad occhi chiusi, ma lui non sta dormendo: pensa al Laghetto delle Rane prima di dare il suo parere.

Leggi la favola qui!

 

 

Continuano le storie di Picchio Piripicchio: Il laghetto delle cornacchie

Nonno Franco prosegue la sua ricerca alla storia più bella di Picchio Piripicchio che abbiamo conosciuto qualche giorno fa e “sforna” favole per la sua Nina:

Picchio Piripicchio vive sull’’albero più bello del bosco.

Nell’’albero c’era una bella fessura che Picchio Piripicchio ha allargata con i  colpi del suo becco per farvi stare dentro il nido.

Dall’’albero si  vede tutto il bosco e anche i prati e i campi vicini.

Picchio Piripicchio quel giorno vede passare la Mucca dalle Corna d’’Oro e Meo Porcello in compagnia della tartaruga Uga, che vanno verso il laghetto delle ranocchie.

Con un’abile volo, li raggiunge e chiede subito : “”Dove state andando di bello?””

““Andiamo a fare il bagno al laghetto”” rispondono in coro i tre amici
““Uga ha voglia di farlo da tanto. Vuoi venire anche tu?””

““A fare il bagno, no, ma con voi, sì! …Anzi, se la Mucca mi presta una delle sue corna mi ci appoggio sopra e resto all’asciutto in mezzo al laghetto con voi.””

E i quattro camminano di nuovo insieme verso l’’acqua.

Arrivati al laghetto, la tartaruga Uga vi entra tutta e si mette a nuotare con eleganza.

Meo Porcello invece si butta nell’’acqua facendo tanti spuzzi e tanti schizzi; poi rimane a mollo come se fosse un ippopotamo.

La Mucca dalle Corna d’’Oro si bagna solamente le lunghe zampe e la punta della coda e sta molto attenta che Picchio Piripicchio non venga schizzato e  spruzzato da Meo Porcello.

Ma le ranocchie a vedere quell’’invasione rimangono prima incredule e silenziose, poi si arrabbiano e cominciano a lamentarsi con un coro incredibile di cra, cra, cra.

“”Questo è il nostro mondo, questa è la nostra casa!
Non potete venire a fare il bagno qui da noi quando vi pare!
Dovete essere invitati!
Andatevene subito altrimenti vi porteremo davanti al giudice Gufo che ci penserà lui a punirvi!””

Ma i quattro bagnanti non si fanno intimidire: finiscono di rinfrescarsi, escono dal laghetto e addirittura prendono l’’iniziativa di andare direttamente dal Gufo Strabicotto, per ottenere il permesso di  fare il bagno “quando vogliono”.

Il Gufo li accoglie assieme a un nutrito gruppo di ranocchie che li aveva seguiti e ascolta con pazienza tutti quanti.
Dopo averli ascoltai, chiude gli occhi e si mette  a pensare.

Tutti credono che si sia addormentato ma il Gufo “Giudice” Strabicotto riapre gli occhi e dice: “Nel laghetto ci possono andare sempre, senza chiedere nessun permesso, le rane e Uga la tartaruga, perché l’’acqua è dove loro vivono e sopravvivono. Gli altri ci possono andare di tanto in tanto, quando fa molto caldo, a rinfrescarsi un poco. Gli ospiti però, si devono comportare bene e non disturbare troppo perché il laghetto è la casa delle rane e della tartaruga!”
Ha capito signor Meo Porcello?” aggiunge con voce decisa.
“Si comporti meglio, in futuro!””

  

…la storia non è finita, soltanto che nel frattempo Mina si è addormentata.

Per continuare a conoscere la storia di Picchio Piripicchio, seguiteci e vivremo, insieme a lui, nuove avventure!

 

        Autore   
Il racconto è stato scritto da Franco, nonno di Nina.
Nonno Franco vive a Bologna: Il racconto narra la sua vita e il luogo descritto nella favola è la Villa degli Albergati presso Bologna.
Nonno Franco riassume la sua vita in questo modo:  una vita costruita per poter giocare a Baseball in modo professionale, ma non professionistico. Per questo motivo ha lavorato in Banca senza far carriera perché ha scelto di investire il suo tempo libero, e quello della sua famiglia, nello sport e nelle amicizie vere che ha incontrato.
 

Apetta, l’ape che aspetta

Si chiama Apetta

e sempre aspetta

che arrivi il sole

e la bella stagione.

 

Di lei si dice che è laboriosa,

anche generosa

e tanto avventurosa.

 

Difende sempre la sua colonia,

il pungiglione estrae senza parsimonia

se ti avvicini per attaccarla

senza cercare di evitarla!

 

Lei vola sempre di fiore in fiore,

e il miele ti dona, con tanto amore.