Dentosofia, parliamone

“Mettere la bocca in condizione di riprendere la posizione di equilibrio”, questo l’obiettivo dei dentisti dentosofi.

Il mezzo per ottenere tutto questo è una specie di plantare per la bocca che lavorando sul riequilibrio, attiva una sorta di autocura.

La mancata cura dei denti ha ripercussioni in molte altre patologie e risulta davvero importante operare una corretta igiene orala quotidiana. Inoltre non sottovalutiamo che queste patologie raccontano molto di più dell’individuo, le sue tensioni e le sue paure.

Se volete saperne di più, leggete questo articolo dove troverete anche una approfondita lista di letteratura sul tema.

 

Esiste anche una Associazione Italiana Dentosofia

 

 

 

E, per completare il tutto, a questo link troverete un PDF che descrive bene cosa è la DENTOSOFIA.

Intervista a Pierluigi Diano

Abbiamo già parlato in questo sito e anche su Cantilena.it del libro appena uscito “ORA TI RACCONTO COME SEI NATO di Pierluigi Diano e Aldo Andaloro.

Oggi Vi proponiamo un’intervista ad uno degli autori, per capire quali sono le motivazioni per parlare di Educazione Sessuale e Affettiva ai bambini, in un linguaggio adatto a loro.

 

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* Ciao Pierluigi, sei un medico che scrive libri di divulgazione scientifica e li illustra da sé… come è nata questa passione?

La passione di scrivere illustrando nasce da mio padre. Da ragazzino negli studi ero un po’ svogliato e lento nel memorizzare. Allora mio padre mi insegnò a trasformare le noiose pagine dei libri in appunti ricchi di vignette e battute scherzose. Ho continuato così… fino alla laurea in medicina.

* Qual è stato il tuo primo libro?

Fu proprio durante gli anni universitari che pubblicai il mio primo libro: si intitolava “Neoplasie”; i testi erano rigorosamente scientifici ma conteneva molte notazioni scherzose corredate da vignette. Ebbe un discreto successo tra i colleghi. Capii allora che la divulgazione scientifica, ammorbidita e vivacizzata con un po’ di buon umore, sarebbe stata la mia passione. Mi piace e mi diverte molto ancora adesso.

* Perché nei tuoi ultimi libri – “Educazione sessuale a fumetti!” e, appena uscito, “Ora ti racconto come sei nato…” -, hai sviluppato il tema degli affetti e della sessualità dei più giovani?

Il tema degli affetti e della sessualità è il tema della vita. Richiede un’esplorazione interiore, per scoprire su cosa si basano davvero le nostre speranze, le nostre sicurezze, la nostra disponibilità verso gli altri.

* Cosa dovrebbero fare i genitori, per accompagnare i figli in questa scoperta?

I genitori non devono far nulla di straordinario rispetto “all’ordinaria straordinarietà di volersi bene”.
Il loro esempio nel vivere in armonia nonostante le difficoltà, il sapersi aiutare e supportare nei momenti difficili, l’imparare a perdonare quando serve, valgono più di un milione di parole. Vivendo nel rispetto e nella comprensione reciproca, i figli impareranno a comprendere l’importanza che c’è dietro un “giuramento d’amore” che diventa promessa quotidiana.
Devono essere il papà e la mamma i veri “sex symbol” per i nostri ragazzi, non i manichini e le fatine che gli mostrano la televisione e la pubblicità.

* Un “giuramento d’amore” è forse una terminologia un po’ antica…

E beh, probabilmente hai ragione. La precarietà i nostri ragazzi la respirano anche negli affetti.
Si preferiscono sempre più spesso terminologie meno impegnative come “avere il ragazzo/la ragazza” o “stare insieme”.
Persino pronunciare il classico “ti voglio bene”, fa un po’ strano… meglio trasformarlo in un cuoricino o in un “tvb”.

* Penso non sia un problema solo dei ragazzi. Tutti siamo un po’ restii a nominare l’amore, forse è qualcosa di cui si parla sempre, ma di cui si ha poca consapevolezza. 

Verissimo, tutti, dai bambini agli anziani dovremmo fare un esercizio quotidiano molto semplice.
Riflettere spesso sulla domanda che è all’origine di tutto. Cosa vuol dire “io ti voglio bene”? Risposta: “Io impegno tutto me stesso perché tu stia bene”, ovvero “non mi importa di me, io penserò solo al tuo bene”; è l’immagine della “totale donazione”, non del “possesso assoluto”.

* Quindi, dopo l’esempio dei genitori, basterebbe forse partire da questa domanda, per accompagnare i ragazzi a una seria educazione sugli affetti e sulla sessulità…

Una “seria” educazione, ma anche ricca di gioia, poesia e buon umore!
Infatti, queste quattro parole: “io, ti, voglio, bene”, se ben comprese, ci rivelano il senso della nostra vita, ossia l’essere l’uno per l’altra. Nulla come pronunciare e ricevere una promessa così, scatena pace e felicità, perché riempie il cuore di tutto ciò di cui si ha davvero bisogno. Se queste quattro parole
non sono comprese o vengono fraintese, ci precipitano nell’insicurezza, nella confusione e persino nella violenza.

* Torniamo al tuo ultimo libro “Ora ti racconto come sei nato…”. Permettimi il gioco di parole: come è nato?

“Ora ti racconto come sei nato…”, edito da Àncora, da pochi giorni in libreria, è nato soprattutto grazie al co-autore Aldo Andaloro.
Ci siamo conosciuti tramite internet, lui rimase piacevolmente sorpreso dal mio precedente libro “Educazione sessuale a fumetti!”, dedicato agli adolescenti, e mi propose questa nuova avventura nel mondo dei bambini.   

* Parlaci un po’ del tuo compagno di avventura…

Andaloro è uno straordinario maestro delle elementari, da qualche anno in pensione, che ha combinato da subito l’insegnamento didattico tradizionale con l’affrontare gli argomenti degli affetti e della sessualità con i suoi bambini, sviluppando un innovativo metodo didattico e una eccezionale esperienza, che lo portò a realizzare uno dei primi testi di educazione sessuale per i più piccoli.
In effetti, mettendo insieme le nostre personalità è nato un libro davvero particolare.
…Se lo leggerete, mi darete ragione!

* Perché “particolare”?

Con un po’ di scherzosa presunzione, sul retro di copertina, noi abbiamo scritto che “è BIG!”, partendo dalle iniziali di Bambini, Insegnanti e Genitori.
In effetti è suddiviso in tre parti.
La prima parte è dedicata ai più piccini, con un divertente racconto da sfogliare insieme ai genitori e una graziosa raccolta di letterine di bambini che chiedono risposte su affetti e sessualità.
La seconda parte è per gli educatori scolastici: una vera e propria guida con punti, spunti e appunti, per affrontare al meglio l’argomento con i propri alunni.
Infine, la terza parte è una piacevole chiacchierata con i genitori, a tutto campo su educazione, igiene, prevenzione dei disturbi dell’età pediatrica, pubertà, internet, TV…

* Hai mai pensato di collaborare con qualche scuola per usare i tuoi libri sull”educazione sessuale? Lo faresti?

Ho già avuto qualche esperienza in tal senso, e sono già in programma nuovi incontri con due licei di Milano.
E’ un’opportunità davvero molto stimolante e affascinante. Parlando di affetti e sessualità ti rendi conto che stai affrontando il tema più profondo dell’educazione, perché da ciò parte l’insegnamento all’amore e al rispetto per la vita, in ogni sua forma, e l’insegnamento all’amore e al rispetto per se stessi e per gli altri.

* Dove possiamo trovare i tuoi libri?

Ti rispondo come si usa in pubblicità: “nelle migliori librerie”.
Oppure su internet, tramite il sito dell’editore o su amazon o siti simili.
Per esempio a questo link

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Grazie a Pierluigi e se vorrete commentare o scrivere agli autori, lo spazio sotto, è vuoto per voi!

Bambini a rischio GAP: Gioco Azzardo Patologico

Il gioco d’azzardo rappresenta un problema reale che coinvolge anche i giovani dagli 8 ai 16 anni.

Il Rotary Club sede di Roma Prati, ha infatti presentato la “Campagna di informazione nelle scuole per la prevenzione del gioco d’azzardo patologico (GAP)” a fine Settembre.

I dati emersi  dalla ricerca eseguita dal Dipartimento Politiche Antidroga, sono davvero preoccupanti:

– Dall’analisi risulta che nel 2013 i giocatori tra i giovani sono il 48.2% (in aumento rispetto allo scorso anno)

– tra questi,  il 6% ha una condizione di gioco patologico

– tra questi il 10.9% è classificabile come giocatore a rischio ‘gambling’.

vedi articolo image_pdf

 

La Legge non basta!

E’ evidente che SERVE UN’AZIONE INFORMATIVA, EDUCATIVA E FORMATIVA.

Molti tra questi ragazzi infatti, non si rendono conto di avere un problema reale e sono lasciati senza controllo soprattutto con le applicazioni e i siti on line.
I genitori, le istituzioni scolastiche con gli educatori e gli insegnanti, le Associazioni che si occupano di queste problematiche hanno un ruolo fondamentale.

Non lasicamoli soli, hanno bisogno del nostro aiuto!

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