Evitare rischi di soffocamento

Ricordo da piccolina la caramella andata di traverso e la mamma che, prontissima, mi infilò un dito in gola a testa in giú. A volte, essere preparati, può salvare la vita al tuo bambino. Eccovi un sito interessante che vi consiglio di consultare: MANOVRE DI DISOSTRUZIONE PEDIATRICA

Perchè la mamma è sempre la mamma

 

Quando si è piccini, sembra impensabile concepire una vita lontano dalla propria mamma.

Ricordo ancora quando da piccola, dichiaravo il mio amore alla mia mamma dicendole che io non mi sarei mai sposata e che sarei rimasta sempre con lei.

Mamma mi guardava con dolcezza e non mi contraddiva perchè sapeva bene quanto fossi convinta di quello che le stavo dichiarando.
La ringrazio per questo, oggi che comprendo la sua sensibilità e quando considerasse serio ciò che le stavo dicendo.

Crescendo è ovvio che poi le strade si separano e che ogni figlio vive la propria vita staccando quel cordone che lo lega alla propria madre.

Eppure quel legame non si perde e anche a distanza rimane.
E’ un filo sottile invisibile che ci unisce per sempre: un sentimento che è un vincolo d’amore e di rispetto.

 

 

 

 

Coccolite

COCCOLITE: trattasi di infiammazione dovuta ad un eccessivo bisogno di coccole.
Si manifesta improvvisamente, in qualsiasi momento, in conseguenza di un forte necessità di attenzione.

I sintomi sono preoccupanti perchè senza preavviso è l’ipotalamo a farla da padrone e la nostra volontà va a farsi friggere: la persona comincia a guardarti con occhi languidi, ricerca il contatto, socchiude gli occhi e china la testa all’indietro.

 

L’unico modo per risolvere il problema è FARE LE COCCOLE e un modo facile per farle è
RACCONTARE UNA FIABA!


Semplice!

 

Negli occhi dei bambini

Ci sono vari tipi di bambini in Africa, qui a Malindi:
quelli che conservano l’innocenza negli occhi e ti prendono la mano mentre passeggi sulla spiaggia senza chiederti nulla,
quelli che hanno già imparato l’arte di chiedere la carità e che arrivano già “imparati” a domandarti i soldi. Anche se hanno mani e piedi di bimbo, i loro occhi hanno perso l’innocenza.

I bambini sono bambini, qui giocano con niente e sanno sorridere. È triste vedere come i più grandi li inizino alla vita facile di chi vive chiedendo soldi…

Non date soldi ai bambini…
Non date soldi ai grandi…

Se volete davvero aiutarli, educateli a non avere bisogno di voi…

L’ombrello e gli aggettivi possessivi

Sto sotto l’ombrello mentre piove forte.

Sono piccino e l’ombrello di mamma e papà è davvero troppo alto.
La pioggia arriva di stravento e io mi sto bagnando tutto.

Penso all’ombrello e ripasso gli aggettivi  possessivi:

– il mio ombrello
– il tuo ombrello
– il suo ombrello
–  nostro
– il vostro ombrello
– il loro ombrello

Per l’ombrello, non mi piace usare l’aggettivo “nostro“.  Non ci sta.
Per me quello che funziona meglio è  “tuo” e “mio”.

Infatti, se mi lasciassero tenere il MIO ombrello piccino, di sicuro non mi bagnerei!

Il mio ombrello piccino picciò!