Nada canta “Biancaneve”

Passo giorni interi davanti allo specchio
a chiedermi se vuole ancora me
da quando ho saputo che va con quell’altra
quella ragazza che sta qui in città
Specchio, specchio delle mie brame
chi è la più bella del reame
no sempre Biancaneve
no, non mi dire che ancora lei
Specchio, specchio delle mie brame
dimmi un po’ lui a chi vuole più bene
no sempre Biancaneve
no, non mi dire che ancora lei
Sono passati giorni che lui cercava
un po’ di calore vicino a me
adesso vien solo se ha niente da fare
ma gli occhi suoi parlano solo di lei
Specchio, specchio delle mie brame
chi è la più bella del reame
no sempre Biancaneve
no, non mi dire che ancora lei
Specchio, specchio delle mie brame
dimmi un po’ lui a chi vuole più bene
no sempre Biancaneve
no, non mi dire che ancora lei
pecchio, specchio delle mie brame
chi è la più bella del reame
no sempre Biancaneve
no, non mi dire che ancora lei
Specchio, specchio delle mie brame…

 

Se volete vedere il video di Nada
Nada – Biancaneve

L’ottavo nano

E’ noto a tutti che i sette nani di Biancaneve, sono sette.
Eppure, mai nessuno avrebbe pensato che ne mancasse uno.

Eh sì, perché i sette nani di Biancaneve, non sono sette ma otto!

Eolo, Brontolo, Pisolo, Dotto, Cucciolo, Mammolo, Gongolo e… Ottocentolo.

Se Brontolo è scorbutico, Pisolo è sempre assonnato.
Mammolo e timido e arrossisce facilmente.
Gongolo è sempre di buon umore, Eolo ha uno starnuto potente.
Cucciolo è il più giovane di tutti e non sa ancora parlare.
Ottocentolo è il nano dimenticato.

Ottocentolo è il nano delle fiabe, quello che sa volare e che protegge i personaggi.
Ora però, Ottocento, fa un altro lavoro perché le fiabe sono quasi scomparse.
Oggi lui insegna ai bambini a far battere le ali del loro cuore.

Alla scuola materna s’impara che il battito del cuore, non è altro che il rumore delle ali del nostro cuore.
Ogni cuore ha due ali, bisogna soltanto esercitarsi a usarle e Ottocentolo, utilizza le fiabe per far battere i cuori dei bambini.
Perché usino le ali, racconta una fiaba al giorno.

Grimilde, la regina cattiva che non poteva accettare che le fiabe ritornassero nel mondo, decise di rapirlo.
Alla scuola materna, non videro Ottocentolo per giorni e quei bambini, senza di lui, cominciarono a non usare più le ali.
I grandi non riuscivano a capire cosa stesse succedendo, ma i bambini, uno a uno, si stavano ammalando.
I loro cuoricini battevano più piano, senza energia.

Decisero di andare a fondo della situazione e per fortuna, un bambino ebbe il coraggio di dire la verità: ci servono, le fiabe, ci serve che Ottocentolo, l’ottavo nano, ritorni.

I papà, decisero di mettersi insieme e formarono un gruppo che andò nel castello della regina Grimilde e di notte, liberarono Ottocentolo.

Oggi, Ottocentolo, è diventato Preside di quella scuola nella quale si dedica un’ora al giorno per le fiabe.

Tutti i cuori, ora, hanno ali che funzionano bene.