Il cuore colorato

Rossa è la ciliegia sull’albero,
la fragola matura,
la bocca della mamma,
la rosa che non dura.

Giallo è il sole che splende,
il grano maturo,
la mimosa di marzo,
il limone aspro di sicuro.

Verde è l’erba del prato,
la banana non matura,
il terribile Hulk,
gran parte di ciò che vive in Natura.

Blu è il sangue venoso,
la fata turchina,
blu è il mare profondo,
e il cielo sopra al mondo.

Tutti questi colori
ci regalano stupori
e il nostro cuore gioisce
perchè così l’energia, non svanisce.

I colori, gratis per ora

I colori sono tutto: pensate a un mondo in bianco e nero.

Il fuoco senza il rosso cosa sarebbe? E un prato senza il verde, ci darebbe la stessa sensazione? Un cielo senza l’azzurro, potrebbe esistere? E il sole, sarebbe un sole senza il giallo?

Se il mondo non fosse colorato, sarebbe una noia e noi, probabilmente, più tristi.
Se per assurdo, dovesse esistere un mondo solo in bianco e nero e l’uomo fosse costretto a pagare per “vedere a colori”, spenderebbe quei soldi perché nessuno vorrebbe vivere in un mondo spento e monotono!
La fiaba al telefono “Il bambino che non vedeva i colori”, ci ha mostrato la sua tristezza.

Allora, forza bambini grandi e piccini, guardatevi intorno e APPREZZATE il colore che ci avvolge. É lì per noi, gratis ancora ma solo finché sapremo goderlo…

Il bambino che non vedeva i colori

C’era una volta un bambino che non vedeva i colori.
Tutto intorno a lui era in bianco e nero. Quando gli altri bambini descrivevano le cose, per lui era difficile capirne la bellezza perché non sapeva cosa voleva dire vedere il blu del mare, il verde dei prati, il giallo oro del grano.

Gli altri lo deridevano e lui si sentiva diverso, solo e sfortunato.
Vedeva la luce negli occhi dei suoi compagni quando guardavano le cose e sapeva che lui non avrebbe mai provato quella sensazione.

Per difendersi da questo dolore, si isolava.

Un giorno, mentre la maestra leggeva, lui, fuori dall’aula, di nascosto origliò dalla finestra semiaperta. La storia raccontava dell’Arcobaleno e descriveva la bellezza dei suoi colori.

Il bambino non capiva e pianse.
In quel mentre, come d’incanto, il cielo si contornò di un bellissimo arcobaleno tutto tondo. Il bambino, guardandolo, pianse ancora di più e l’arcobaleno, dispiaciuto per quelle lacrime, decise di fare qualcosa: con una lunga scia, si staccò dal cielo e si diresse verso il bambino, fermandosi ai suoi piedi.
Il bimbo vi salì.

D’improvviso, quando il piede si posò sul rosso, lo invase una vampata di calore. Attraversando l’arancione, si sentì avvolgere da un abbraccio. Andando avanti, i suoi piedi assaporarono la luminosa sensazione del giallo che, radioso, lo avvolse.
Immerso nel verde, sentì un fresco profumo d’erba. Nel blu, nuotò finché ebbe fiato e arrivato al viola, aprì le sue ali e volò via. Volò in alto verso l’indaco, dove assaporò la libertà.

Le sue lacrime scesero dal cielo trasformandosi in pioggerellina sottile.
L’arcobaleno fu così commosso che decise di regalare al bambino i sette colori.
Glieli mise in tasca di nascosto e se ne andò via.
Il bambino si trovò nuovamente al punto in cui l’arcobaleno lo aveva raccolto.
Aprì gli occhi e, come per incanto, dalle sue tasche, i colori si materializzarono nelle cose che vedeva.

Era tutto nuovo, aveva un senso, una bellezza mai vista.
Scoprì, con sua immensa meraviglia, l’incanto dei colori e il suo cuore traboccò di gioia.

Da allora, quel bambino non si isolò più e si fece un sacco di amici.

Non dimenticò mai quanto bello fosse vedere a colori.

Nulla fu più banale.

La scarpina innamorata

Due scarpine arancioni erano esposte nella vetrina del più grande magazzino di un piccolo paese di periferia.
Le avevano scelte, tra tante, per il loro colore e per il design anni 70 che andavano di moda.

Le scarpine ne erano fiere e sfoggiavano tutta la loro bellezza.

Il sole picchiava direttamente sulla vetrina e, col passare dei giorni, senza che nessuno se ne accorgesse, una delle due scolorì.
Fu a quel punto che il Direttore del negozio cambiò la vetrina dimenticandosi di loro.

La scarpina intatta, che era quasi nuova, non si rassegnava. Dopo averci pensato a lungo, prese la sua decisione: “Voglio andare via”, disse alla sua, compagna. “Qui finiremo per essere buttate via nella spazzatura,tutte e due”.

La scarpina scolorita, che l’amava davvero, non se la sentì di trattenerla e le disse:
“Tu vai pure, non preoccuparti per me. Me la caverò. Sei ancora nuova, puoi trovare la tua strada.”

La scarpina partì e si diresse in città. Girovagò in cerca di un lavoro e, alla fine, lo trovò in un museo. Fu esposta in una bellissima teca di cristallo, ben illuminata e pulita con cura periodicamente.
Poteva considerarsi fortunata, ma le mancava la sua compagna, la scarpina scolorita.

La sognava spesso, ricordava i bei momenti vissuti insieme sotto i riflettori della vetrina e si sentiva sola.

Un giorno, ascoltò le donne delle pulizie che parlavano di un prodotto per colorare, da usare in lavatrice: “Ho colorato una giacca di mio figlio che avevo rovinato. E’ venuta benissimo, come nuova!” disse una delle due.
L’indomani, la scarpina fuggì dal museo, si fermò al supermercato, comprò il prodotto per colorare in lavatrice e poi si diresse al suo paese.

Ritrovò l’altra scarpina scolorita nello stesso magazzino, impolverata, sporca e triste.
Quando la vide, si abbracciarono forte.
“Quanto mi sei mancata!”, le disse. “Ho portato un prodotto per farti tornare del mio stesso colore. Guarda!” e le porse la scatola del colore per lavatrice.
“Non ci separeremo mai più, te lo prometto.”

Stettero abbracciate per un po’. Poi, di corsa tenendosi per mano, si diressero verso la lavanderia automatica del grande magazzino, dove c’erano le lavatrici da usare con il prodotto per colorare.
Si tuffarono dentro l’oblò e vi nuotarono felici.
Sarebbero ritornate tutte e due dello stesso colore.

Da quel momento stettero sempre insieme perché solo così potevano essere felici.