Favola Nonno Franco: “Il gallo Tino, il gallo mattuTINO”

Ricordate le favole di Nonno Franco che vi abbiamo raccontato un po’ di tempo fa?

Ecco a voi una favola scritta proprio da lui, il Nonno di Nina!

Ecco qui la fiaba che ha le ha raccontato proprio ieri sera:

 

Il gallo Tino, il gallo mattuTINO, canta quando spunta il sole per avvertire tutti gli animali che un nuovo giorno è arrivato.

Il gallo Tino è  il bidello della scuola dei piccoli animali del bosco: il suo canto avverte che bisogna prepararsi ad andare da Nella, la galliNELLA sua compagna, che è anche la maestra di tutti loro.

Così, quel mattino, escono dai loro rifugi dove hanno passato la notte al sicuro, Vito  il VITellinO, il piccolo della Mucca dalle Corna d’’Oro, Lino il porcelLINO che saluta papà Meo, Ugo che si stacca dalla mamma tartarUGA,  mentre Picchio Piripicchio saluta il suo piccino scuotendo un’’ala.

Poi, arrivano anche  altri animali he sono tutti amici fra di loro ma, più amici di tutti, sono Agata la gatta e Nina la cagnina che si dividono persino la merenda, se una delle due la scorda a casa.
…e poi dicono che cane e gatto non vanno d’’accordo!

A scuola oggi, la maestra Nella, farà una lezione sulle formiche pastore.

““Le formiche pastore?!”, esclamano i piccoli molto stupiti.  “Ma esistono davvero?”!”

““Certo!”,” dice la maestra e aggiunge: “Le conoscete anche voi, anche se non vi siete mai accorti che fanno come i pastori.
Vi ricordate  quell’’arbusto basso in mezzo agli alberi vicino al laghetto? E’ sempre pieno di piccole bestioline bianche, molto più piccole delle formiche.

Ebbene quei piccoli insetti sono il gregge delle formiche- Le formiche li aiutano a trovare il cibo e, a sera, quando è l’’ora giusta, le grattano  con le loro zampette sotto la pancia, una ad una, e ottengono così una specie di latte molto buono da bere.
Proprio  come fanno gli uomini con le pecore.””

I piccoli del bosco improvvisamente ricordano quell’’arbusto pieno di piccoli insetti. E’ meraviglioso, ora sanno anche perché questi esserini stanno lì tutti assieme: sono le pecorelle delle formiche.
Adesso sono proprio contenti perchè hanno imparato qualcosa di nuovo!

 

Autore            
Il racconto è stato scritto da Franco, nonno di Nina.
Nonno Franco vive a Bologna: Il racconto narra la sua vita e il luogo descritto nella favola è la Villa degli Albergati presso Bologna.
Nonno Franco riassume la sua vita in questo modo:  una vita costruita per poter giocare a Baseball in modo professionale, ma non professionistico. Per questo motivo ha lavorato in Banca senza far carriera perché ha scelto di investire il suo tempo libero, e quello della sua famiglia, nello sport e nelle amicizie vere che ha incontrato.

 

FAVOLA di Nonno Franco: Il bosco animato

C’era una volta una bellissima Villa in mezzo alla campagna.

Era una Villa così bella che sembrava un Castello delle Fate.

Tutto attorno alla Villa c’era un bosco pieno di alti alberi snelli e una stradina  attraversava il bosco e  sfiorava un piccolo laghetto  con una piccola isoletta in mezzo e un maestoso salice piangente, che  faceva arrivare i suoi rami fino a terra.  

Alla fine della stretta stradina, i padroni della villa avevano fatto costruire una piccola chiesetta: un luogo dove trovarsi a sera a raccontare quello che gli uomini, le donne e i bambini, avevano fatto per tutto il giorno.

Gli uomini avevano lavorato, le donne avevano preparato il pranzo e la cena e i bambini avevano giocato, sempre.

Nella Villa e nel bosco vivevano anche moltissimi animali: le mucche che mangiavano l’erba dei prati, i maiali, i gufi, i cani e i gatti, le ranocchie nel laghetto a fare il coro alla sera, le api a portare nettare nelle loro casette, gli uccelli a cantare sui rami.

E c’era anche un Picchio chiamato Piripicchio, che quando smetteva di fare buchi nei tronchi degli alberi, gli piaceva passeggiare nel bosco in compagnia dei suoi amici.

Anche quel giorno Picchio Piripicchio decise di fare una passeggiata verso il calare del sole.

“Cara Mucca dalle Corna D’Oro”, disse Piripicchio, “Vuoi venire con me fino alla chiesetta a fare una bella passeggiata?””

“Certo”,–rispose la Mucca, “ci vengo proprio volentieri; tanto ho già la pancia bella piena di tenera erbetta!””

E così i due amiconi cominciarono ad andare.

Ma fatti pochi passi, ecco che incontrano Meo Porcello, che ha appena finito di strofinarsi nell’erba alta, sotto lo sguardo dello Spaventapasseri  che chiede ai due passanti:

“Dove state andando voi due insieme?””
”Alla chiesetta a vedere la gente che accende le candeline e ringrazia il sole  e il cielo per la
bella giornata  di oggi”,”gli rispondono.
Posso venire con voi?””
Ma certo amico mio”, dicono in coro Picchio e la Mucca.
“Allora andiamo”. 

E camminano di buon passo chiacchierando  fra loro, salutando altri amici che incontrano come il Gufo Strabicotto o il Cerbiatto Occhidolci: “
“Ciao, Ciao, venite con noi alla chiesetta? Non potete? Sarà per un’altra volta. Ciao, Ciao”.

Clopen clopan, clopen clopan, gli amici arrivano vicino alla chiesina e si fermano a guardare gli uomini, le donne e i bambini che si ritrovano a sera, per un saluto, prima del ritorno a casa.

E la Mucca dalle Corna D’Oro, Picchio Piripicchio e Meo Porcello, guardano proprio una bella bambina dal nasino piccolino che sta fra la gente: è Nina.

Nina intanto che racconto, si è ormai addormentata.

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Il racconto è stato scritto da Franco, nonno di Nina.
Nonno Franco vive a Bologna: Il racconto narra la sua vita e il luogo descritto nella favola è la Villa degli Albergati presso Bologna.
Nonno Franco riassume la sua vita in questo modo:  una vita costruita per poter giocare a Baseball in modo professionale, ma non professionistico. Per questo motivo ha lavorato in Banca senza far carriera perché ha scelto di investire il suo tempo libero, e quello della sua famiglia, nello sport e nelle amicizie vere che ha incontrato.