Storia di Nonno Franco: “Una bella giornata di Settembre”

E’ una bella giornata di Settembre.

Nei campi i contadini hanno già vendemmiato raccogliendo tutti i grappoli d’uva che erano attaccati alle viti.

In questi giorni i grappoli dovranno essere trasformati in “mosto” che diventerà poi buon vino da bere a tavola o all’osteria.

La Mucca dalle Corna d’Oro, Meo Porcello e Picchio Piripicchio, stanno per fare, come al solito, il loro giretto all’interno del parco della villa dove vivono.

“Dove andiamo, oggi?” chiede Meo Porcello.

“In questi giorni i contadini dovrebbero cominciare a “pigiare” l’uva per fare il mosto. Andiamo a vedere se hanno già cominciato”, propone Piripicchio.

E così, i tre amiconi, vanno verso il grande portone della cantina della villa dove sull’aia, il bel cortile davanti alla casa, di solito si fa la pigiatura.

“Ecco, ci siamo.” dice la Mucca.

“Hanno già preparato il “tino” per metterci dentro tutti i grappoli d’uva. Ma com’è grande questo tino: sembra un enorme bicchiere di legno bellissimo. E’ molto più alto di me e vedrai che, oltre all’uva, ci entreranno dentro almeno quattro persone a pestarla coi piedi nudi”.

“Certo!”, aggiunge Piripicchio. “Gli uomini e le donne tireranno su calzoni e gonne sopra il ginocchio per non sporcarli ed entreranno nel tino. Poi spaccheranno i chicchi d’uva con i piedi e faranno uscire dai grani tutto il dolcissimo succo che andrà sul fondo del tino”.

“Guarda che bel rubinetto hanno messo sul fondo. Vedrai che dal “birone” verrà fuori tutto il succo dell’uva”, dice Meo.

Mentre i tre amici osservano tutti i preparativi, ecco che arrivano i contadini con i loro figlioli che portano dei cestelli pieni di uva e, dopo essere saliti su un piccolo scaletto, la versano nel tino. Il tino si riempie di bella uva e, quando è pieno, gli uomini, le donne e i ragazzi più grandi, vi entrano dentro e a piedi nudi cominciano a calpestare l’uva, a spremere i grani, ad ottenere il “mosto”.

La gente canta felice mentre spreme l’uva. Sorride pensando al buon vino che ne uscirà grazie al lavoro di un intero anno che va a concludersi ora.

Così discorrendo, si conclude anche la passeggiata dei nostri tre amici: la Mucca dalle Corna d’Oro non sa se le piacerebbe mangiare le bucce dell’uva. Lei preferisce l’erba!

Meo Porcello, che è un golosone, pensa invece che gli piacerebbe assaggiarle.

Picchio Piripicchio qualche bella beccatina alle grane ancora piene, gliela darebbe volentieri…

Anche questa giornata finisce bene per i nostri amici che si organizzeranno presto, per un’altra bella storia da raccontarvi!

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Il racconto è stato scritto da Franco, nonno di Nina.
Nonno Franco vive a Bologna: Il racconto narra la sua vita e il luogo descritto nella favola è la Villa degli Albergati presso Bologna.
Nonno Franco riassume la sua vita in questo modo: una vita costruita per poter giocare a Baseball in modo professionale, ma non professionistico. Per questo motivo ha lavorato in Banca senza far carriera perché ha scelto di investire il suo tempo libero, e quello della sua famiglia, nello sport e nelle amicizie vere che ha incontrato.

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Continuano le storie di Picchio Piripicchio: Il laghetto delle cornacchie

Nonno Franco prosegue la sua ricerca alla storia più bella di Picchio Piripicchio che abbiamo conosciuto qualche giorno fa e “sforna” favole per la sua Nina:

Picchio Piripicchio vive sull’’albero più bello del bosco.

Nell’’albero c’era una bella fessura che Picchio Piripicchio ha allargata con i  colpi del suo becco per farvi stare dentro il nido.

Dall’’albero si  vede tutto il bosco e anche i prati e i campi vicini.

Picchio Piripicchio quel giorno vede passare la Mucca dalle Corna d’’Oro e Meo Porcello in compagnia della tartaruga Uga, che vanno verso il laghetto delle ranocchie.

Con un’abile volo, li raggiunge e chiede subito : “”Dove state andando di bello?””

““Andiamo a fare il bagno al laghetto”” rispondono in coro i tre amici
““Uga ha voglia di farlo da tanto. Vuoi venire anche tu?””

““A fare il bagno, no, ma con voi, sì! …Anzi, se la Mucca mi presta una delle sue corna mi ci appoggio sopra e resto all’asciutto in mezzo al laghetto con voi.””

E i quattro camminano di nuovo insieme verso l’’acqua.

Arrivati al laghetto, la tartaruga Uga vi entra tutta e si mette a nuotare con eleganza.

Meo Porcello invece si butta nell’’acqua facendo tanti spuzzi e tanti schizzi; poi rimane a mollo come se fosse un ippopotamo.

La Mucca dalle Corna d’’Oro si bagna solamente le lunghe zampe e la punta della coda e sta molto attenta che Picchio Piripicchio non venga schizzato e  spruzzato da Meo Porcello.

Ma le ranocchie a vedere quell’’invasione rimangono prima incredule e silenziose, poi si arrabbiano e cominciano a lamentarsi con un coro incredibile di cra, cra, cra.

“”Questo è il nostro mondo, questa è la nostra casa!
Non potete venire a fare il bagno qui da noi quando vi pare!
Dovete essere invitati!
Andatevene subito altrimenti vi porteremo davanti al giudice Gufo che ci penserà lui a punirvi!””

Ma i quattro bagnanti non si fanno intimidire: finiscono di rinfrescarsi, escono dal laghetto e addirittura prendono l’’iniziativa di andare direttamente dal Gufo Strabicotto, per ottenere il permesso di  fare il bagno “quando vogliono”.

Il Gufo li accoglie assieme a un nutrito gruppo di ranocchie che li aveva seguiti e ascolta con pazienza tutti quanti.
Dopo averli ascoltai, chiude gli occhi e si mette  a pensare.

Tutti credono che si sia addormentato ma il Gufo “Giudice” Strabicotto riapre gli occhi e dice: “Nel laghetto ci possono andare sempre, senza chiedere nessun permesso, le rane e Uga la tartaruga, perché l’’acqua è dove loro vivono e sopravvivono. Gli altri ci possono andare di tanto in tanto, quando fa molto caldo, a rinfrescarsi un poco. Gli ospiti però, si devono comportare bene e non disturbare troppo perché il laghetto è la casa delle rane e della tartaruga!”
Ha capito signor Meo Porcello?” aggiunge con voce decisa.
“Si comporti meglio, in futuro!””

  

…la storia non è finita, soltanto che nel frattempo Mina si è addormentata.

Per continuare a conoscere la storia di Picchio Piripicchio, seguiteci e vivremo, insieme a lui, nuove avventure!

 

        Autore   
Il racconto è stato scritto da Franco, nonno di Nina.
Nonno Franco vive a Bologna: Il racconto narra la sua vita e il luogo descritto nella favola è la Villa degli Albergati presso Bologna.
Nonno Franco riassume la sua vita in questo modo:  una vita costruita per poter giocare a Baseball in modo professionale, ma non professionistico. Per questo motivo ha lavorato in Banca senza far carriera perché ha scelto di investire il suo tempo libero, e quello della sua famiglia, nello sport e nelle amicizie vere che ha incontrato.
 

La storia di un Nonno che ama raccontare

Se guardo in rete in San Google e digito la parola chiave <800fiabe Nonno Franco>, usciranno una serie di risultati che parlano di questo meraviglioso Nonno che si diverte a scrivere per la sua nipotina Nina, che è molto fortunata.

Guardate:

Lui non scrive favole, ma semplicemente dei racconti che inventa e che recita a Nina che si diverte un sacco.

Ricordate quando Nonno Franco ha parlato del suo rapporto con Poppiz, il simpatico cagnolo?

E quando ci ha parlato della favola Il Bosco Animato?

E i suoi Proverbi, li ricordate?

 

Presto ci regalerà altre storie perchè mi scrive:

“Regalare le mie storie a 800fiabe.it, mi hai fatto scattare la voglia di raccogliere anneddoti, di scrivere di cose semplici ma divertenti o comunque istruttive ricavate dal mio vissuto che possano servire alla Nina, se ne vorrà tenere conto in futuro.
Di sera, distesi a letto io e la mia Signora riandiamo con la memoria alla nostra infanzia e saltano fuori ricordi assai precisi ad esempio di occhi lucidi (per il riflesso del focolare?) nel ricordare persone lontane e momentaneamente non raggiungibili.
Ma quì non vorrei fare della poesia: mi basta ricordare per tramandare a Nina.”
 

Ringraziamo Nonno Franco per questi regali:  attendiamo le sue storie con trepidazione!

 

Autore            
Franco è il nonno di Nina.
Nonno Franco vive a Bologna: Il racconto narra la sua vita e il luogo descritto nella favola è la Villa degli Albergati presso Bologna.
Nonno Franco riassume la sua vita in questo modo:  una vita costruita per poter giocare a Baseball in modo professionale, ma non professionistico. Per questo motivo ha lavorato in Banca senza far carriera perché ha scelto di investire il suo tempo libero, e quello della sua famiglia, nello sport e nelle amicizie vere che ha incontrato.