Saltiamo su un piede: gioco del Campanon

L’asfalto nelle piazze, la strada stessa, i cortili, spesso erano decorati da questo strano simbolo con dei numeri dentro. Era Campanon, un  un gioco che si faceva per strada e che divertiva i bambini.

Si stava insieme all’aria aperta, ci si sfidava e un vincitore, c’era sempre.

Eccovi qui le informazioni relative a questo gioco.

Come sempre, si fa la conta per scegliere il giocatore che partirà per primo.
Se non conosci le conte, vai alla sezione specifica di questo tipo e imparane una.

  • Cosa serve per giocare a Campanon?

Per giocare a campanon basta un gesso per disegnarlo e un sasso.

  • Quanti giocatori servono?

Per giocare a campanon servono due giocatori come minimo, ma si può essere in di più.

  • Dove si gioca?

Meglio giocare  all’aperto in un piazzale asfaltato dove sia facile disegnare la sagoma del Campanon, senza fare danni naturalmente.

  • Come si gioca?

E’ un gioco che ha molte varianti, con tante forme. In fondo troverete un paio di esempi. Quello a croce e quello a campana.

Disegnare con il gesso lo schema che avete scelto.

Il primo giocatore lancia il sasso e cerca di centrare la casella con il numero 1.
Il sasso dovrà andare al centro dell’area che contiene il numero uno.
Se si sbaglia o il sasso tocca la riga, si salta il turno e il gioco passa al giocatore successivo.

A questo punto, si salta il campanon: le caselle singole si saltano con un piede solo, mentre quelle affiancate vanno pestate contemporaneamente con i due piedi allargando le gambe.

Non si salta mai la casella con il sassolino e non si deve mai toccare le righe.

Alla casella 8 si gira.
Al ritorno si deve riprendere il sasso fermandosi nella casella prima e poi proseguire.

In sostanza, si mira la casella con il sasso, si esegue il percorso saltando su un piede solo di casella in casella, con due piedi nelle caselle affiancate, ci si gira e si continua nello stesso modo fino ad arrivare alla casella dove sta il sasso e lo si prende con un piede solo, fermandosi nella casella prima.

Se non si sbaglia il primo percorso, si può proseguire e gettare il sasso nella casella numero 2, ripetendo tutto daccapo.

Vince chi riesce per primo ad effettuare tutti gli otto percorsi,  dalla casella numero 1 a quella numero 8.

Un esempio di schema del gioco del Campanon

Un altro esempio di schema del giogo "Il campanon"

Abilità con le mani: gioco con gli ossi di albicocca o di pesca

Che siano di albicocca o di pesca non importa, ossi devono essere, puliti e seccati da poter maneggiarli.

  • Cosa serve per giocare a con gli ossi di albicocca?

Serve avere a disposizioni cinque ossi di albicocca (o pesca) che siano stati puliti, lavati e seccati all’aria aperta

  • Quanti giocatori servono?

Per giocare con gli ossi di albicocca o di pesca, servono come minimo due giocatori

  • Dove si gioca?

Si può giocare ovunque, in casa, fuori all’aperto, a scuola durante la ricreazione…

  • Come si gioca?

Inizia con “la conta” che, ti permette di scegliere chi partirà per primo.

Stabilite sin dal principio il punteggio che si deve raggiungere per aver vinto.

Il primo giocatore getta a terra gli ossi, ne sceglie uno e inizia lanciandolo in aria.

Prima di riprenderlo al volo, con la stessa mano, raccoglie da terra un altro ossicino e ripete il lancio per ogni osso che è a terra.

Nei lanci successivi, raccogliere a terra 2 ossicini alla volta; poi 3; infine 4.

Il gioco prosegue tirando in aria l’ossicino e riprendendolo al volo dopo aver depositato a terra gli altri 4, tenuti nella stessa mano.

Chi sbaglia passa la mano al giocatore seguente, nell’ordine stabilito dalla conta.

Alla fine, eseguiti i vari lanci, si gettano in aria le 5 ossa e si tenta di prenderle sul dorso delle due mani avvicinate a coppa: se si riesce si guadagna il punto, altrimenti si passa la mano e poi, al proprio turno, si ricomincia daccapo.

Il gioco finisce quando un giocatore raggiunge per primo il punteggio stabilito in partenza.

Buon divertimento! Vedrete, giocando diventerete sempre più bravi e il gioco vi appassionerà.

Saltiamo all’aria aperta: gioco dell’Elastico

  • Cosa serve per giocare al “Gioco dell’Elastico”?

Per giocare all’ elastico, serve avere a disposizione un elastico lungo almeno quattro metri, i cui lembi vanno legati.

  • Quanti giocatori servono?

Per giocare all’elastico, servono almeno tre giocatori perchè due tengono teso l’eleastico e il terzo gioca.

  • Dove si gioca?

Si può giocare all’ elastico, sia dentro che fuori.
Basterà avere un pò di spazio a disposizione dove non si intralci nessuno e si possa fare rumore.

  • Come si gioca?

Due giocatori tengono l’elastico teso fra le loro gambe divaricate, mentre un terzo giocatore esegue la sequenza prestabilita dal gioco che vi elenchiamo.

Terminata la sequenza il gioco può continuare ripetendo tutto alzando l’elastico che verrà posizionato ad altezze diverse iniziando dalle caviglie per andare ai polpacci, alle ginocchia, alle cosce, alle anche, alle ascelle e infine al collo. Ovviamente, più l’elastico è alto e più sarà difficile concludere le sequenze correttamente.

Una volta che il primo giocatore ha concluso la sua sequenza, o sbaglia,  passa il turno al giocatore successivo. Quando il giocatore sbaglia, la volta successiva dovrà ripetere la sequenza che ha sbagliato, prima di proseguire.

  • Sequenza

Si parte con una sequenza di saltelli che  il giocatore fa posizionandosi lateralmente, a piedi pari (PP):

  1.  PP dentro l’elastico;
  2.  i due piedi esterni all’elastico, ritorno PP dentro l’elastico;
  3. piede destro (DX) fuori e piede sinistro (SX) dentro, ritorno PP;
  4. piede SX fuori e piede DX dentro, ritorno PP;
  5. i due piedi sopra l’elastico, ritorno PP;
  6. dall’interno, saltellare divaricando l’elastico, ritorno PP;
  7. all’esterno dell’elastico divaricando le gambe;
  8. sempre dall’esterno, saltello e avvicinare i lati dell’elastico;
  9.  PP dentro l’elastico;
  10. piedi pari fuori dall’elastico.

Fatevi aiutare da qualcuno di grande che ricorda il gioco.
E’ davvero divertente!

Facciamo musica: gioco del “Pettine Sonoro”

Cominciamo a riscoprire quelli che chiamiamo “i giochi di una volta”.

I “giochi dimenticati” erano davvero divertenti, permettevano di giocare in gruppo all’aria aperta, e si costruivano con poco perchè allora, non c’era molto e ci si ingegnava di più…

Quindi, spazio alla creatività e lasciamoci andare ai ricordi, riportando alla luce un modo di giocare diverso che può ancora divertire i bambini di oggi.

Voltete  creare un nuovo, emozionante strumento musicale con… un pettine?

Sì ragazzi, non scherzo;  un pettine, quello per pettinarsi che esiste in ogni casa.

***

  • Cosa serve per giocare al “Pettine Sonoro”?

Pettine di carta con i denti da una parte soltanto.
Foglio di carta velina, pulita

  • Quanti giocatori servono?

Puoi giocare da solo ma certamente, suonare con amici sarà più bello!

  • Dove si gioca?

Ovunque. L’importante è assicurarsi di non disturbare.

  • Come si gioca?

Per giocare al “Pettine Sonoro”, dovrai costruirne uno!

Realizzare il “Pettine Sonoro” è molto facile e non richiede particolari attitudini.
Quello che serve fare è avvolgere il pettine con la carta velina, fermandola in qualche modo.

Accostare il pettine alle labbra e, soffiando o canticchiando mentre si soffia, si genererà un suono veramente particolare, molto vibrante, che può essere modulato. Ciò che genera il suono è la vibrazione della carta sui dentini del pettine.

Provatelo, e fateci sapere!

Giochi dimenticati da reinventare

Ci sono moltissimi “giochi dimenticati”, giochi che nascono dall’ingegno di bambini che non avevano nulla, se non i cortili e le cose normali.

Ci sono giochi “di ieri” che  conservano il loro fascino e che possono dare la stessa gioia anche ai bambini di oggi.
Bisogna soltanto avere la pazienza di ri-scoprirli e insegnarli di nuovo.

Si rimpara a tornare bambini e si scopre che, in fondo, nulla è cambiato e possiamo incontrare il bambino che è in noi e, da grande, parlare il linguaggio dei bambini.

Mi sono riproposta di creare una categoria GIOCHI per illustrarne alcuni di ieri, alcuni di oggi, altri inventati, scoperti, rimaneggiati… di tutto un po’ insomma!

Se avete  suggerimenti o commenti, scrivetemi e condivideremo idee.

Mettiamoci al lavoro e reinventiamo con cretività!