FAVOLA di Nonno Franco: Il bosco animato

C’era una volta una bellissima Villa in mezzo alla campagna.

Era una Villa così bella che sembrava un Castello delle Fate.

Tutto attorno alla Villa c’era un bosco pieno di alti alberi snelli e una stradina  attraversava il bosco e  sfiorava un piccolo laghetto  con una piccola isoletta in mezzo e un maestoso salice piangente, che  faceva arrivare i suoi rami fino a terra.  

Alla fine della stretta stradina, i padroni della villa avevano fatto costruire una piccola chiesetta: un luogo dove trovarsi a sera a raccontare quello che gli uomini, le donne e i bambini, avevano fatto per tutto il giorno.

Gli uomini avevano lavorato, le donne avevano preparato il pranzo e la cena e i bambini avevano giocato, sempre.

Nella Villa e nel bosco vivevano anche moltissimi animali: le mucche che mangiavano l’erba dei prati, i maiali, i gufi, i cani e i gatti, le ranocchie nel laghetto a fare il coro alla sera, le api a portare nettare nelle loro casette, gli uccelli a cantare sui rami.

E c’era anche un Picchio chiamato Piripicchio, che quando smetteva di fare buchi nei tronchi degli alberi, gli piaceva passeggiare nel bosco in compagnia dei suoi amici.

Anche quel giorno Picchio Piripicchio decise di fare una passeggiata verso il calare del sole.

“Cara Mucca dalle Corna D’Oro”, disse Piripicchio, “Vuoi venire con me fino alla chiesetta a fare una bella passeggiata?””

“Certo”,–rispose la Mucca, “ci vengo proprio volentieri; tanto ho già la pancia bella piena di tenera erbetta!””

E così i due amiconi cominciarono ad andare.

Ma fatti pochi passi, ecco che incontrano Meo Porcello, che ha appena finito di strofinarsi nell’erba alta, sotto lo sguardo dello Spaventapasseri  che chiede ai due passanti:

“Dove state andando voi due insieme?””
”Alla chiesetta a vedere la gente che accende le candeline e ringrazia il sole  e il cielo per la
bella giornata  di oggi”,”gli rispondono.
Posso venire con voi?””
Ma certo amico mio”, dicono in coro Picchio e la Mucca.
“Allora andiamo”. 

E camminano di buon passo chiacchierando  fra loro, salutando altri amici che incontrano come il Gufo Strabicotto o il Cerbiatto Occhidolci: “
“Ciao, Ciao, venite con noi alla chiesetta? Non potete? Sarà per un’altra volta. Ciao, Ciao”.

Clopen clopan, clopen clopan, gli amici arrivano vicino alla chiesina e si fermano a guardare gli uomini, le donne e i bambini che si ritrovano a sera, per un saluto, prima del ritorno a casa.

E la Mucca dalle Corna D’Oro, Picchio Piripicchio e Meo Porcello, guardano proprio una bella bambina dal nasino piccolino che sta fra la gente: è Nina.

Nina intanto che racconto, si è ormai addormentata.

Autore            
Il racconto è stato scritto da Franco, nonno di Nina.
Nonno Franco vive a Bologna: Il racconto narra la sua vita e il luogo descritto nella favola è la Villa degli Albergati presso Bologna.
Nonno Franco riassume la sua vita in questo modo:  una vita costruita per poter giocare a Baseball in modo professionale, ma non professionistico. Per questo motivo ha lavorato in Banca senza far carriera perché ha scelto di investire il suo tempo libero, e quello della sua famiglia, nello sport e nelle amicizie vere che ha incontrato.