Il Natale di Luigino, un’altra fiaba scritta da Alba

Eccovi un’altra fiaba di Alba, giusto in tema natalizio.

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IL NATALE DI LUIGINO
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Era Natale, ed anche in quella casa di operai si respirava un’aria festosa.
Era bastato alla mamma attaccare delle figure ritagliate dalla carta stagnola ai vetri delle finestre e mettere arance profumate e noci nella ciotola al centro del tavolo, per far sentire a Luigino e Chiara che il Natale era alle porte.
Il Presepe era sempre quello: figurine di terracotta un po’ scolorite che ricordavano tempi migliori. Ma i due bimbi si applicavano ogni anno a creare scenari diversi per festeggiare la nascita di Gesù.
Quell’anno era stato un po’ difficile per la piccola famiglia: cassa integrazione, pagamenti, sacrifici, scadenze, erano parole che avevano sentito spesso nei discorsi tra i genitori, ma che loro non comprendevano.
Quello di cui si rendevano conto era che la mamma spesso aveva gli occhi lucidi, ma forse era quella antipatica allergia che la faceva lacrimare.
E proprio la mamma aveva detto, con una voce triste triste, che quell’anno Gesù non avrebbe portato loro nessun regalo.
Luigino era rimasto molto colpito da quella dichiarazione, non si rendeva conto di come potesse succedere che Gesù, a cui tutte le sere mandava un saluto e un bacio, si dimenticasse di lui e di quello che desiderava con tutto il cuore: una bici rossa, come quella che era esposta nel negozio di fronte alla casa.
Ma Luigino era anche un bambino assennato, rifletté che sicuramente Gesù aveva i suoi motivi e si sarebbe rifatto l’anno successivo.
Ma quest’anno? Come sarebbe stato triste il Presepe senza i doni che lo circondavano, e come sarebbe rimasta delusa la sorellina che era più piccola di lui e non avrebbe capito la mancanza dei regali.
Allora Luigino ebbe un’idea. Prese carta e colori e cominciò a disegnare tutto quello che avrebbe voluto che ricevessero in dono la mamma, il papà e la piccola Chiara.
Ci mise tutto il cuore a fare quei disegni ed alla fine sotto il Presepe si potevano ammirare: un giaccone di pelle foderato di lana per il papà, con un berretto ed un paio di guanti; per la mamma una poltrona comoda per quando era stanca ed un vestito rosso che lei guardava sempre quando passava davanti alla vetrina; per la piccola Chiara si era sbizzarrito: bambole con vestitini, pupazzi di peluche, libri di fiabe da leggere insieme, e dolci in grande quantità.
. La vigilia di Natale, uscendo per fare una commissione alla mamma, passò a fare gli auguri ad una anziana vicina di casa che considerava come una nonna. La signora nel salutarlo gli regalò 10 euro. Pensate 10 euro solo per lui!
Luigino non stava nella pelle dalla felicità. Non aveva mai avuto una cifra così a disposizione, e cominciò a pensare cosa poteva farne.
C’era veramente l’imbarazzo della scelta! Erano così tante le cose che desiderava. Specialmente da quando i suoi genitori erano stati più attenti a quanto spendevano.
Sicuramente dei giornalini, e dei dolci, e quella macchinina che aveva anche il suo compagno di banco, oppure, perchè no?, iniziare a metterli da parte per acquistare la bici tanto desiderata……
Intanto aveva cominciato a nevicare e le persone in strada camminavano più in fretta per arrivare a casa in tempo per il cenone. L’aria si era fatta più fredda ed anche Luigino si affrettò verso casa.
Mentre fantasticava ancora su cosa fare dei 10 euro, passò davanti ad una donna che chiedeva l’elemosina, quasi inginocchiata in un piccolo anfratto del muro di un negozio; aveva uno scialle azzurro in testa per proteggersi dal freddo, ed in braccio un bimbo biondo che dormiva.
Luigino si fermò, e senza nessuna esitazione mise i 10 euro nella mano della donna. Lei gli sorrise dolcemente e lo ringraziò con un cenno della testa.
Quando fu a casa e raccontò il fatto alla mamma, lei approvò quello che aveva fatto e lo strinse forte.
La notte di Natale, mentre tutti dormivano, nel Presepe la statuina della Madonna, con lo scialle azzurro in testa ed il Bambino biondo in braccio si illuminò, e come per magia tutti i disegni che aveva fatto Luigino presero forma e divennero reali. E, anche se non era stata disegnata, in un angolo c’era una fiammante bicicletta rossa!

Alba Barbarotto, è una signora molto impegnata socialmente che ha vari interessi e vive a Rignano Flaminio, in provincia di Roma.

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Questa favola ha vinto il
Premio Bancarella-Fiabe 2005
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