Quaderni di scuola anni venti

Un quaderno del passato, con la copertina illustrata.
L’interno è a righe, quelle accoppiate usate in terza elementare quando dovevi imparare la scrittura in corsivo.
La riga più piccola serviva per guidare la mano quando si doveva fare i riccioli della “f” o della “g”.

Nella copertina è scritto:
“Quaderno confezionato con carta da gr.62 al mq.”

Stranamente indicavano la grammatura della carta.

Ho trovato questo quaderno con la copertina illustrata da una zia e le ho chiesto di lasciarmelo.

E’ un quaderno molto vecchio, sicuramente degli anni venti, ma reca in sé una nostalgica dolcezza, un mondo di ricordi passati di grembiuli rosa e fiocchi a pois.

La grafica è dell’epoca, il carattere tipografico denota chiaramente l’uso dei caratteri mobili.
Ha un sapore antico nelle pagine sottili e leggermente ingiallite dal tempo.
La copertina a colori, riporta una favola:  “Il principe e il Marinaio”.

Allora, persino i quaderni lasciavano spazio al mondo incantato delle  fiabe!

Per voi, l’immagine:

Quaderno di scuola anni venti

L'iinterno del quaderno a righe con la doppia linea per la scrittura in terza elementare

La musica dentro

Viveva in Veneto, un bambino diverso dagli altri.
Lui sentiva la musica dentro e questa cosa era talmente radicata in lui, che muoveva il corpo a ritmo del pezzo che udiva.
Insomma, questo bambino, ballava sempre e non riusciva a fermarsi.

Era un problema perché a scuola, dove si dovrebbe rimanere fermi sul banco, lui continuava a disturbare perché saltellava, piroettava, dimenava le braccia e la testa, si muoveva in continuazione.
Era bravissimo a ballare, tanto che guardandolo, ti sembrava di sentire quella musica che era dentro di lui.
In ogni caso, a scuola, avrebbe dovuto stare attento, ma non poteva.
Non lo faceva apposta, era più forte di lui perché la musica lo accompagnava in ogni momento.

Per permettergli di studiare e di fare una vita “normale”, i loro genitori lo portarono in ospedale e gli fecero indossare un dispositivo acustico che gli consentisse di eliminare le frequenze musicali.

Il bambino indossò l’apparecchio e, da quel momento, non sentì più la musica.
Fu uno studente disciplinato: calmo, sempre fermo e attento.
Non era più motivo di disturbo e così fu più semplice per lui stare con gli altri.
Eppure non era felice; dimagriva a vista d’occhio, era sempre pallido, aveva spesso freddo e si sentiva solo, anche se stava con gli altri.

Rivoleva la musica nella sua vita e così telefonò in clinica e chiese se esisteva un apparecchio che, invece di eliminare le frequenze della musica, permettesse di sentirle. Dall’altra parte della cornetta gli risposero che esistevano attrezzature che trasformavano le onde sonore della musica in melodia.

Il bambino, usando i suoi risparmi, comprò l’apparecchio e, di nascosto, lo collegò in filodiffusione a scuola così da trasmetterlo in ogni classe.
La scuola cambiò radicalmente e quel giorno la lezione si svolse in musica.
Tutti, insegnanti incluse, saltavano qua e là, giravano su se stessi, ballavano e cantavano.
La cosa andò avanti per un po’ senza che nessuno se ne accorgesse e i bambini ebbero un progresso notevole nell’apprendimento, perché ricordarono più facilmente i concetti. Ogni bambino ripassava anche a casa la lezione, canticchiando ritornelli musicali.

Quando si scoperse la ragione di questo miglioramento, la Direzione scolastica decise di cambiare metodo e adottarlo anche per le altre scuole.

La musica entrò nella vita quotidiana dei bambini e furono tutti più felici.